Guttuso con la U

Francobolli famosi? Vediamo.
Primo, il Gronchi Rosa.
Secondo, quello con la testa dell’Italia turrita, che negli anni 70 ti davano solo quello. 
Terzo, quello con il castello, che negli anni 80 ti davano solo quello. Ah, era più di uno? Sembrava sempre lo stesso.
Quarto… già detto il Gronchi Rosa? Cavolo, è difficile. I francobolli manco si usano più.
Quinto, ecco, ci sono! Quello di Guttuso. No, non Gattuso. Guttuso, con la U.
Ok, anche Gattuso ha una U. Insomma, Renato Guttuso, il pittore italiano più famoso degli ultimi 50 anni. Lo ha dipinto lui. Deve aver usato un pennello piccolissimo.

Il sito internet degli Archivi Guttuso non lo cita. Eppure è il suo dipinto più famoso! E poi Guttuso era quello dell’arte sociale, no? Questo suo dipinto fu stampato in 4 milioni di esemplari, quindi andò in casa di 4 milioni di persone a sole 1000 lire, un prezzo popolare da comunista militante – mica come la serie delle Cartoline che valgono 20mila euro e per di più ritraggono Marta Marzotto. Ok, 1000 lire all’epoca erano tante per un francobollo, facciamo due conti, lo Stato tirò su 4 miliardi di lire così, inaspettatamente, giusto perché l’Italia aveva vinto i Mondiali. Puro guadagno, perché poi il compenso al pittore non sarà stato molto alto. In fondo Guttuso all’epoca era senatore, magari lo ha fatto gratis.

All’epoca ci fu qualche polemica. Qualcuno disse che era brutto. Che poteva almeno dipingere la faccia di Zoff, invece di amputarlo dalle braccia, come dire che il resto di lui, dalla testa ai piedi, era un po’ inutile – e per un portiere è anche abbastanza vero, però forse il vero motivo è che in una prima versione la faccia c’era, ma Zoff somigliava a Marta Marzotto. Certo Zoff non l’avrà presa bene.

Con la vittoria del 2006, anche se come detto i francobolli non usavano già più, le Poste Italiane hanno fiutato odore di soldi e hanno stampato 7 milioni e 200mila esemplari di un francobollo da un euro. Che anche stavolta, è tanto per un francobollo.
Non lo ha dipinto Guttuso. Ed è un bene. Visto che è morto. Lo ha dipinto Angelo Merenda. Ufficialmente raffigura “in primo piano, la bandiera italiana e sovrapposte quattro stelle, a rappresentare le vittorie dell’Italia al Campionati mondiali di calcio; sullo sfondo s’intravedono i giocatori che esultano ed il capitano della squadra che solleva la Coppa, la cui sagoma si evidenzia al centro della bandiera; in alto a destra è riprodotto il logo del Campionato mondiale di calcio Germania 2006″. A Fabio Cannavaro non è andata molto meglio che a Zoff. Neanche la sua faccia si vede, è una sagoma. Potrebbe essere chiunque. E poi ha la testa, ma non i piedi. Ma trattandosi di lui, forse mettere i piedi, proprio come per Zoff, sarebbe stato un po’ inutile.

Ne hanno stampati parecchi di più, ma il francobollo non è diventato famoso. D’altra parte, quello era di Guttuso. E forse con tutto il rispetto per Angelo Merenda, nel 2006 avrebbero potuto incaricare qualche disegnatore italiano famoso. Tipo Milo Manara, che avrebbe fatto una donna nuda abbarbicata alla coppa. O Altan, che avrebbe messo un ombrello nel sedere a Cannavaro.

Comunque in nessuno dei due c’è un pallone.

 

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