Tutto vero

itauru-rossomarchisioTra gli incubi del vero tifoso non c’è solo una finale di Champions League persa all’ultimo con l’altra squadra cittadina (Scusa Godin, con rispetto, ma crepa). C’è anche il biennale parere tecnico non richiesto di quell’esercito di statue di terracotta che durante tutto l’anno suona l’adagio ‘sono solo undici deficienti strapagati che rincorrono il pallone’, però l’Italia la vedono e quando lo fanno si animano. E parlano.

Che poi i deficienti sarebbero ventidue, più il deficiente in maglia diversa che arbitra, ci aggiungiamo pure i due deficienti con le bandierine fanno 25 deficienti. Strapagati poi, dipende, e non sono i soli, almeno loro si sottopongono a una preparazione fisica che chiunque lascerebbe scadere la tessera del get fit, mentre c’è gente tipo Calderoli che neanche si fa il facial. Poi se fa schifo il calcio, c’è la nazionale pasticcieri, non è che se non si guarda quella di calcio gli tolgono il voto, sia chiaro.

Sto facendo la receptionist nell’albergo di famiglia, dritto sul mare. Ovviamente tatto e savoir faire sono d’obbligo, quindi ogni volta che in questi giorni è scattata da parte di un cliente la zappata calcistica ho sfoggiato il sorriso n2, adorabile, senza denti, tutto fossette, senza rischio di paresi facciale o di gobba infelice alla Leopardi, mentre dentro sciacquavo tsunami di: ‘Ma scusi cosa CAZZO DICE???’. Non potendo piombarmi le orecchie ho mio malgrado registrato mentalmente le linee guida dalle quali scaturisce l’opinione pubblica delle terracotte. Se la nazionale fosse allenata per democrazia diretta non avremmo neanche mai vinto l’Europa League (ma ci avremmo creduto tanto tanto lo stesso)

Ieri pomeriggio, se è possibile, ho violentato me stessa in modo ancora più brutale. Ho prelevato una birra dal frigo e sono scesa al lido per mescolarmi al popolino, rinunciando alla mia camera condizionata con tivvù e vista mare. Dalla punta dei capelli fino all’alluce sapevo che avremmo perso. Non per la formazione, per un motivo che mi sembrava evidente e che non aveva niente a che fare con deficienza o stipendi.

Ho guardato le facce intorno a me e ho pensato che qualunque fosse stato il risultato a me ci sarebbero voluti un paio di giorni per digerirla, loro già da stasera avrebbero staccato la spina. itauru-balotelliammonito

La partita inizia e la flemma azzurra non mi piace affatto. Infatti tolto il giallo a Balotelli, l’unica cosa che noto è che i nostri attaccanti sono sempre anticipati mentre i loro qualche volta scappano. Niente da aggrapparsi alla sedia, non quello che ti aspetti dalla coppia d’oro Suarez-Cavani, anzi, non fosse che si decide il dentro-fuori avrei già iniziato una partita a Ruzzle. Verratti più che vice Pirlo, è il vero Pirlo, ma non l’originale, direi meglio. L’Uruguay si specchia nel nostro ritmo, o noi nel loro, e tutto finisce a tarallucci e vino nel primo tempo. Durante l’inno è stata inquadrata di striscio la panchina, gli uomini a disposizione li conosco a memoria da un mese, ma controllo l’iphone, sia mai mi venga da allenare anche a me. Attorno intanto non sanno più chi invocare: Immobile è in campo e non sta certo dando una gran prova a chi il calcio lo segue solo a giugno, Cassano ha spaventato anche la sciura che non distingue il corner dal lettino. Il mio sguardo va lontano, vedo una bimba che con la paletta picchia il secchiello cantando la canzone della formina, prego in automatico il mio pantheon calcistico, ma non risponde nessuno. Questa partita, mi dico, la vince chi ha quel pizzico di culo e quindi di gamba in più.

Durante la prima contro l’Inghilterra ho pensato che se i Brits non avessero finito la benzina al 70’ ci avrebbero schiacciato altre due palle in rete. Contro la Costa Rica, i nostri mi sono sembrati scarichi come gli inglesi. Parte il secondo tempo e Balotelli, che si è toccato le gambe più di una volta, non c’è; entra Parolo. Prandelli a fine gara parla di aver temuto il rosso per lui, che era nervoso, si sa che è un po’ scemo. Però è nervoso anche Marchisio. Rosso diretto e ciao. La gente è incredula, gridano al complotto, nessuno ricorda la Corea ma l’idea è che ce l’hanno tutti con noi. Io non ho capito una mazza dell’azione. Afferro l’iphone come faccio quando sono allo stadio ma sarebbe inutile ricorrere alla telefonata a casa, quindi aspetto il replay che arriva, da diverse inquadrature. Beh. L’arbitro è a mezzo metro e Marchisio tira un calcio su una coscia all’avversario. Con il ralenty sembra niente, ma quello che ha visto Moreno è un pazzo nervoso a velocità normale. Poi si tocca le gambe Darmian, Verratti si butta a terra con i crampi. Entra Cassano per Immobile, altro non c’è in panchina, ma l’espulsione di Marchisio non mi è sembrata cambiare le sorti più di tanto. Qualche rischio lo corriamo, Buffon itauru-godinrisponde bene, ma io ho visto assedi veri, da aver paura, l’Uruguay invece non approfitta neanche un secondo della superiorità numerica. Il gol di Godin sugli sviluppi di un calcio d’angolo ne è la prova. Quel Godin che a fine maggio ho ammirato tanto per come ha saputo incassare la delusione di aver perso una Champions che non potrà vincere mai più, la delusione di una carriera intera, senza dare la colpa a niente e a nessuno.

Noi no. E’ colpa di Balotelli, secondo il popolino perché ‘l’attaccante deve segnare’, secondo Prandelli per il giallo (e qua sarei anche d’accordo) secondo Buffon perché ci vogliono uomini veri. Balotelli che ha una maturità da sedicenne ma è una manna per chi fa tintinnare la cassa parlando di lui, i teorici del talento sprecato e che il talento non sanno neanche cosa sia, sono seguiti da quelli che non seguono il calcio, e va da se, annuiscono e spargono il verbo. Poi c’è la linea della crisi e del declino, come ha fatto notare Chiellini, dopo la sfida contro l’Inghilterra, ormai la serie A non è più un campionato di rilievo. Tutte cose comprensibili eh, ma non sembra quello che ho visto io in campo.
Adesso Prandelli si dimette fra la goduria di chi non sa che c’è molto peggio di un Prandelli pronto a prendere il posto, Abete si dimette (ma sarà vero?) e l’Italia torna a casa senza passare i gironi per la seconda volta di fila, e il panzone due poltrone dietro a me che ha dato a Marchisio del ‘Signore’ ‘che stile, non ha neanche protestato’ ha risposto la moglie, torna a pensare a cose più importanti e urgenti del calcio, e detto sinceramente e senza spocchia, fa benone.
Solo che mi chiedo: è il caso di buttarla così sul filosofico quando è evidente che quello che non è girato in questa nazionale è stata soprattutto la preparazione atletica?

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