Belgio-Italia 0-2: le Pagelle Senza Voti

Le opzioni per le nostre Pagelle Senza Voti, ispirate di norma dagli avversari, erano: birra, cioccolato, quadri di Magritte, espressioni di Hercule Poirot. Ma proprio quando avevamo optato per un omaggio ad Adolphe Sax, inventore dello strumento omonimo (…NON l’Adolphe) (sciocchini), con una selezione raffinatissima da John Coltrane a Gato Barbieri, passando per l’indimenticato Fausto Papetti, ci è tornato il buonsenso e vi proponiamo giudizi basati sui belgissimi Schtroumpf, creati da Pierre Culliford in arte Peyo,  Cionondimeno, a Fausto Papetti non abbiamo saputo rinunciare. Non sappiamo bene perché.

Buffon – QUATTROCCHI
Raramente infastidito dai belgi, cerca di dedicarsi a motivazione e sostegno intellettuale della squadra.
Bonucci – GRANDE PUFFO
Prende la leadership della comunità già nella prima mezz’ora, quando i cattivi assaltano il villaggio: è stratega, regista e guida spirituale per tutti; peccato non sia microfonato, perché è in una serata tale che non ci sorprenderemmo nel sentirlo citare Churchill. In inglese oxfordiano, beninteso.
Chiellini – PUFFO FORZUTO 
Ovviamente prende quelli più grossi e li mena, ovviamente viene ammonito, ovviamente ci vuol altro per impensierirlo che Lukaku e Fellaini, due pali della luce (ma con mansioni più limitate).
Barzagli – PUFFO BURLONE
Concede due piccoli momenti di ilarità nel primo tempo, poi nella ripresa contempla gli umoristici tentativi dei belgi di passare dalla sua parte.
Darmian – PUFFO VANITOSO
Che lui gioca nella Premier League, che non è mica la Serie A, eccetera – va a finire che AndonioGonde sclera. E non c’è bagno di umiltà peggiore che essere sostituiti da De Sciglio.
Candreva – PUFFO INVENTORE
Se non è diventato uno dei più forti giocatori d’Europa è per la sua bizzarra inclinazione a complicare le cose facili – per di più, in un club nel quale il brasilianesimo non è storicamente apprezzatissimo. E tuttavia, quando a fine partita sembra aver definitivamente sprecato il contropiede, riesce da par suo a tirare fuori un cappello da un coniglio.
Parolo – PUFFO POETA
Stordisce di endecasillabi i presuntuosi prosatori del centrocampo rossonero. Come del resto gli capita puntualmente anche in campionato quando trova il Milan. No, così – casualmente avevamo notato questa circostanza.
De Rossi – PUFFO BRONTOLONE
Ogni volta che lo inquadrano sta sacramentando o litigando con qualche belga – ma è anche vero che, a differenza di qualche suo compagno nella Roma, lui ODIA essere inquadrato.
Giaccherini – PUFFETTA
Ne siamo sempre stati tutti innamorati.
(…cosa?) (criticato? Chi?) (ma quando mai)
Eder – PUFFO SOGNATORE
In questo momento non si può pretendere che un brasiliano segni; ma nel secondo tempo, quando quelli ci lasciano gli spazi per il contropiede, dimostra una rapidità nel disporre il ribaltamento di gioco quasi da italiano – ehi, forse un giorno lo diventerà.
Pellé – GOLOSONE
Trangugia due palloni che sembrano già in porta (sul secondo a dire il vero è pronto Courtois, anche se un portiere bucato da un pallone centrale a mezza altezza non sarebbe Courtouis), poi scaldabagna in rete al volo il pallone di Candreva, regalandoci la scorpacciata finale.
De Sciglio – GARGAMELLA
Ogni sessanta episodi ce n’è uno in cui non fa danni.
Immobile – PUFFO PITTORE
Ispirato e visionario, ridà colore a una squadra che stava sbiadendo – e già che c’è tira una pennellessa che Courtouis respinge con guizzo cubista.
Thiago Motta – PASSIVO-AGGRESSIVO
Voi ridete ma c’è davvero: potete controllare.
(…e qui è dove voi chiedete “Ma chi, c’è davvero? Intendete il Puffo Passivo-Aggressivo, o Thiago Motta?”) (e noi rispondiamo, con sbarazzino effetto comico: “Tutti e due!”) (That’s all, folks. Grazie per averci seguiti, alla prossima)

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