La Nazionale contro la Corazzata

(tratto da 100 volte Italia, di Paolo Madeddu e Andrea Saronni, pubblicato dall’ottimo editore Castelvecchi, che non ha mai ritenuto di dare un centesimo agli autori. Un caro saluto all’ottimo editore Castelvecchi!)

 

Una corazzata contro la Nazionale
Ovvero, quella volta che il ragionier Fantozzi si perse la più straordinaria partita mai giocata. Proprio mai…

 

(Correva l’anno 1976)

 

 
«Sabato 18, alle ore 20:25, in telecronaca diretta da Wembley, Inghilterra-Italia, valevole per la qualificazione della Coppa del Mondo. Fantozzi aveva un programma formidabile: calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle…»
 
Dobbiamo andare avanti? C’è gente in grado di recitare il seguito a memoria, da qui fino a “Chi ha fatto palo???”, non mancando di includere la straordinaria prova recitativa di Nando Martellini nella migliore telecronaca della sua vita. Completamente immaginaria, d’accordo, ma se ve le ricordate, le sue telecronache sembravano SEMPRE una grande fantasticheria… «Savoldi, tiro, nuca di McKinley, tibia di Savoldi, naso di Antognoni! Nuca del portiere inglese! Naso di McKinley! Tibia di Benetti! Nuca! Naso!…»
È, a mani basse, il momento più alto non solo del Secondo Tragico Fantozzi, ma in definitiva di tutta la carriera di Paolo Villaggio. Anche se è la condanna alla retrocessione per un onesto film muto lungo non più di un’ora e un quarto, e non “diciotto interminabili bobine”. Anche in anni recenti il cattivissimo Villaggio, dall’alto di pellicole come Pappa e ciccia e Dr. Jekyll e gentile signora, ha cannoneggiato la povera Corazzata Potemkin: “È uscito in dvd? Lo compreranno in due, e se lo meriteranno. Anche in digitale rimane una boiata!”. Come unico segno di rispetto per la pellicola, venne cambiato il nome Potemkin (in Kotiomkin) e quello del regista, diventato Einstein invece che Eizenstein. Ma per il resto, è il più famoso e citato momento di rivincita delle passioni nazionalpopolari sugli intellettualismi.
 
È interessante notare che l’idea di contrapporre una partita della nazionale alla “tragica” proiezione è di molto successiva a un primo monologo di Villaggio contro il film russo, che potete trovare su youtube digitando “Fantozzi corazzata origini”. È un filmato di due minuti ripreso dalle telecamere Rai nel 1970. In esso la partita è assente, e persino il ragioner Fantozzi: Villaggio narra il tutto come un’esperienza personale, che a quanto pare aveva coinvolto anche Fabrizio De André in un cineforum di Genova. Ma il resto c’è tutto, anche il film cecoslovacco con i sottotitoli in tedesco e i 92 minuti di applausi. Unica cosa, all’epoca non si potevano dire parolacce in Rai, quindi il film è definito una “Boiata pazzesca” invece che in quel modo che sapete.
 
Ancora più interessante scoprire che Villaggio, il regista Luciano Salce e gli sceneggiatori, Leo Benvenuti e Piero De Bernardi (Amici miei, Bianco Rosso e Verdone, Il Marchese del Grillo, giusto per fare tre titoli) scelsero di far scendere in campo, contro la ricostruzione storica che è alla base del film russo, una costruzione completamente astorica. Perché Italia e Inghilterra all’epoca (il film uscì nel 1976) non si erano mai affrontate per le qualificazioni mondiali, anche se il film fu profetico: il sorteggio le avrebbe messe contro per i Mondiali del 1978. Ognuna delle due superò l’altra per 2-0 nell’incontro casalingo, ma fu l’Italia di Bearzot ad andare in Argentina grazie alla differenza reti, lasciando a casa Keegan e soci.
Oltre al match, il film inventa anche un giocatore, l’inglese McKinley, fantomatico ma combattivo avversario citato in continuazione durante la telecronaca: sorge il sospetto che l’Italia giocasse in undici contro uno (…il che spiegherebbe il risultato di 20 a zero, con marcatura di Dino Zoff “di testa, su calcio d’angolo”). Un po’ improbabile anche la rappresentativa italiana: tra i calciatori sono nominati anche Paolino Pulici (19 presenze, purtroppo non memorabili, in azzurro) e Beppe Savoldi, le cui presenze si contano sulle dita di una mano – di quattro dita. Eppure, che partita dev’essere stata! «I 120mila di Wembley, e voi, milioni di fortunati che nessuna forza al mondo potrebbe strappare dai teleschermi, potete rendervi conto che l’Italia di questa sera fa impallidire anche il ricordo di quella dei leggendari tempi supplementari di Italia-Germania in Messico…».

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